“diamo fastidio perche’ disturbiamo ma continueremo a farlo”, lo hanno dichiarato il presidente di coldiretti ettore PRANDINI e il segretario generale vincenzo GESMUNDO negli interventi che hanno aperto la tre giorni del villaggio coldiretti al circo massimo a roma. cosi’ coldiretti rivendica anche per il presente il ruolo ricoperto dal dopoguerra di “guardiano dei confini delle istituzioni” e di argine “alla tenuta democratica dei nostri agricoltori”, assumendo “il diritto/dovere di agire dove non agiscono le istituzioni”, ha spiegato GESMUNDO. nell’elenco delle cose fatte da coldiretti che danno fastidio, GESMUNDO ha evidenziato la campagna contro la carne sintetica – “non siamo oscurantisti, ma gli unici ad aver acceso la luce su questo tema” -; quella contro il glifosate – “ora l’efsa dice che si puo’ usare anche in pieno campo, non sara’ perche’ c’e’ l’interesse delle multinazionali nord americane che lo usano per essiccare il grano duro per farlo arrivare a maturazione?” -; l’introduzione dell’indicazione obbligatoria dell’origine in etichetta dei prodotti alimentari – “che ha dato la possibilita’ ai consumatori di difendersi”; il fallimento del nutriscore in italia. a dare fastidio alle multinazionali bayer e syngenta, secondo GESMUNDO, e’ anche la piu’ grande e strategica infrastruttura agricola d’europa rappresentata da consorzi agrari e bonifiche ferraresi, che con “cai bf ci permette di essere noi i proprietari dei mezzi tecnici usati in italia”. e a chi critica coldiretti per i suoi rapporti con mcdonald’s, GESMUNDO risponde che l’insegna del fast food “prima utilizzava solo il 10% di prodotti di italiani, mentre ora e’ al 90%”. ribadendo che l’agricoltura e l’agroalimentare e’ un asset fondamentale per l’italia, PRANDINI da parte sua ha affermato che la filiera potrebbe valere ancora piu’ degli attuali 485 miliardi ed esportare piu’ dei 60 miliardi di adesso, se solo avesse risposte dalla politica. “siamo un patrimonio economico e sociale – ha sostenuto il presidente di coldiretti – e dobbiamo intervenire in modo diretto sugli strumenti che avremo a disposizione oggi e nei prossimi anni, vedi il pnrr”, rispetto al quale “dare piu’ soldi all’agricoltura non e’ una spesa ma investire per far girare l’economia”. intanto, pero’ – ha sottolineato PRANDINI – gli agricoltori aspettano chiarezza sulle energie rinnovabili e i cerealicoltori da anni sulla concorrenza delle importazioni, solo per fare degli esempi. richiamando la coerenza della propria organizzazione nel portare avanti le proprie scelte indipendentemente dai partiti al governo, PRANDINI ha infine affermato che la politica deve essere libera di decidere con chi stare “e sara’ certamente con coldiretti”.